La rosa dei venti
Un viaggio in bicicletta

VALLI E PASSI DELLE QUATTRO PROVINCE

Dalla pianura al mare, le vie di accesso e passaggio

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Quasi tutte queste vie partono da località di pianura e collinari e, attraverso l'appennino ligure si portano al mare. Queste vie si incrociano con le tante strade provinciali che dalla pianura attraversando i tanti passi arrivano a tutte le località liguri. I nomi sono: Passo del Turchino, Passo della Bocchetta, Passo dei Giovi, Passo della Crocetta, Passo della Scoffera, Passo della Scoglina, Passo della Forcella, Passo del Bocco, Passo di Centro Croci. Dalla Valle dell'Orba alla Valle d'Arda, compongono una rete di strade che, durante tutto l'anno, sono frequentate da molti turisti. Un tempo però erano antiche mulattiere.

Una più accurata descrizione di luoghi e vie si può trovare nel meraviglioso libro "Le Vie del sale" di Fabrizio Capecchi, dal quale ho attinto alcune note storiche. Molte fotografie di panorami e di luoghi ai più sconosciuti, ricamano parole ricche di vita odierna e passata. Quasi tutti i passi sono attraversati dalla Alta Via dei Monti Liguri. Aggiungi i passi montani

Colle del Giovo

Passi del Turchino e del Faiallo

Passo della Bocchetta

Passo dei Giovi

Passo della Crocetta di Orero

Passo della Scoffera e Valico di Monte Lavagnola

Passo della Scoglina

Passo della Forcella

Passo del Bocco

Passo di Cento Croci

Colle del Giovo

Il colle è posto a quota 510 m e collega Varazze-Albisola-Stella e Sassello. Il piccolo abitato che prende il nome dal colle, posto sul valico è la frazione di Giovo Ligure. Il passo collega la valle del Sansobbia tributaria del mar Ligure con quella dell'Erro che fa parte del versante padano.

Passi del Turchino e Faiallo

La zona del Faiallo e del Turchino erano percorse dalle antiche vie del sale che si spingevano dall'Oltregiogo a Voltri e, la più famosa, era la Via Canellona, via che collegava Voltri alla pianura alessandrina attraverso la Valle Stura. La via corre parallela ad una ipotetico collegamento Rocca Grimalda, lungo la Valle del torrente Orba e Voltri; i due paesi conservano ancora oggi le piccole chiese dedicate a Santa Limbania, eletta come protettrice di chi percorreva questa strada. Cosa spingeva tanti mercanti a Voltri: la carta. Molte cartiere fiorirono in questa zona. Un esempio nel paese di Fabbriche (sopra Voltri). La struttura del paese conserva ancora un aspetto di una grande fabbrica, composta da molti opifici oggi trasformati in abitazioni private. Passando dal Passo Canelun-na, posto tra il passo Faiallo e Passo del Turchino, si scendeva a Genova. Sui due passi transita la Alta Via dei Monti Liguri.

Passo del Turchino
Il passo del Turchino è un valico appenninico posto tra il comune di Masone e il comune di Mele oltrepassato dalla strada provinciale 456 del Turchino che collega Isola d'Asti a Genova Voltri attraverso Acqui Terme. Il toponimo del colle, con tutta probabilità riprende quello del monte Turchino, un'altura di 672 m che divide le valli dei torrenti Gorsexio e Ceresolo dalla valle Stura. L'importanza del passo del Turchino, come via di comunicazione tra mar Ligure e pianura piemontese risale quindi a tempi relativamente recenti e, con la strada carrozzabile del Turchino, la ferrovia e l'autostrada, si pose di diritto come via di accesso al mar Ligure. Nelle vicinanze,si trova il Sacrario dei Martiri del Turchino che ricorda l'eccidio di 59 detenuti politici prelevati dal carcere di Marassi di Genova, perpetrato dai nazisti il 19 maggio 1944. La sua importanza è legata anche alla famosa gara ciclistica MIlano-Sanremo ma, chi non ricorda, La trasmissione televisiva di Portobello condotta da Enzo Tortora: il famoso tramviere che voleva "spianare" il Turchino, permettendo, a suo dire, l'afflusso e lo svuotamento della nebbia padana verso il mare. Forse un pò troppo ma, come sempre accade, si scatenarono esperti anche di metereologia in dibattiti più che accesi.

Passo del Faiallo
Il colle è posto a quota 1.044 m s.l.m. lungo la Strada provinciale SP 73 che collega il passo del Turchino con San Pietro d'Olba, attraversando l'alta valle del torrente Orba. Fino all'epoca moderna il colle era chiamato Giovo di Masone. La reale altitudine del valico però, se si considera il vecchio sentiero che risale da Arenzano e Crevari attraverso il passo della Gava, è di 1.061 m s.l.m. ed è quella riportata in alcune carte IGM.
Nelle vicinanze del passo, in territorio genovese, la strada provinciale passa nei pressi del sacrario dei martiri del Turchino e incrocia la medievale via della Canellona, strada di epoca probabilmente alto-medievale, che consentiva di collegare Voltri e Masone, attraverso il crinale che separa la Val Leira dalla Val Cerusa.
Il passo del Faiallo, grazie all'omonimo albergo posto nelle immediate vicinanze del valico, è sede di una tappa dell'alta via dei Monti Liguri. Da qui inizia il parco del Beigua, che arriva all'omonimo monte in direzione del Savonese.
Attraversando in lunghezza il primo spartiacque dal mare e costeggiando le prime formazioni montuose degne di nota (Bric del Dente 1109 m s.l.m., monte Reixa 1183 m s.l.m.) è sicuramente una tra le strade più panoramiche della Liguria e offre visioni del litorale genovese e della riviera di Levante nelle giornate serene. Continuando in direzione ovest a meno di un kilometro da Prato Rotondo, in località Terrin a quota 1078 m. s.l.m. si trova la "Casa della Miniera" un vecchio riparo in disuso, totalmente ristrutturato; una parte è aperta come riparo per gli escursionisti. Che fosse una via detta del sale si nota in alcuni toponimi, ad esempio: il Dentino di Saliera presso il Bric del Dente.

Passo della Bocchetta

Il passo della Bocchetta è posto a quota 772 m s.l.m. È un valico storico poiché passava la romana Via Postumia, fatta costruire nel 148 a.C. dal console romano Postumio Albino. L'antico tracciato romano valicava l'Appennino poco distante, a levante dell'attuale passo, in corrispondenza dei pianori denominati "Pian di Reste" (Cian de Reste in ligure), nei pressi del Monte Poggio. In questa località esisteva un presidio militare romano (Castelus Alianus), poi trasformato in un Hospitales. Il punto oggi è incrocio di alcune odierne vie escursionistiche: la Alta Via dei Monti Liguri, il Sentiero Europeo E1 e la nuova Via Postumia. Sul passo si trova un monumento dedicatoa Coppi. La via che porta al passo proviene da Novi Ligure, proseguendo verso i meravigliosi paesi di Gavi, con la sua fortezza, e Voltaggio, dove possiamo ancora notare l'esistenza romana con il suo ponte in centro paese e del Ponte San Gorgio nei pressi del paese. La via dopo il passo scende a Pegli-Sestri Levante. Questa strada taglia le Capanne di Marcarolo, il parco che comprende molti luoghi di interesse naturalistico. Oggi purtoppo notiamo la grande "ferita" che la modernità ha procurato con i lavori del terzo valico; speriamo in un celere ripristino.

Passo dei Giovi

Il passo dei Giovi è un valico dell'Appennino Ligure posto a quota 472 m s.l.m. Il valico veniva considerato già al tempo dei Romani , ne abbiamo una conferma a Libarna, luogo di insediamenti fu abbandonata e Sepolta per molti secoli, tornò alla luce con gli scavi per l'esecuzione della ferrovia. Dopo Serravalle Scrivia e Arquata Scrivia la valle Scrivia si stringe di molto e ne fanno le spese gli abitati di Isola del Cantone, Ronco Scrivia, Busallla e la maggior parte delle loro frazioni, questo perchè il Passo dei Giovi è diventato il passo naturale per scendere a Genova. La statale, la ferrovia e l'autostrada hanno tagliato in due interi paesi. Abbiamo già detto che la via ha epoca antica, ma si preferiva passare dalla Bocchetta. Questo non era il solo motivo per fare preferire altre vie di accesso. I luoghi erano frammentati da feudi (Feudi Imperiali), quindi la disunione di questi luoghi non permetteva un accordo per la viabilità. Con l'abolizione dei Feudi Imperiali (1797) si cominciò a parlare di Valle Scrivia e pensare un passaggio sul passo ma restava un grosso problema. La forte pendenza per raggiungere il passo costringeva i carovanieri ad un forte disagio. Con l'avvento napoleonico si pensò di allargare la strada e addirittura una galleria. Non ve ne fu il tempo, anche il periodo napoleonico finì e la via di accesso rimase solo un pensiero. Lo stato Sabaudo diede un impulso alla via e costruì una carrabile carrabile chiamata "strada regia dei Giovi". E' l'inzio del grande cambiamento che ha portato qui le grandi vie di accesso che abbiamo sicuramente percorso. La grande via ha prodotto anche molte gallerie e da immensi ponti. Da qui passa la Alta Via dei Monti Liguri ed il Sentiero Europeo E1.

Passo della Crocetta di Orero

Il passo della Crocetta di Orero e posto a 468 m s.l.m. Siamo sulle alture che portano a Genova. Sicuramente è stato un passaggio usato anche in epoche antiche.  Lo testimoniano le monete ritrovate durante la costruzione della ferrovia Casella-Genova.  Il passaggio per il colle è in Valle Scrivia poco più avanti della deviazione per il Passo dei Giovi. La via però qui raccoglieva le tante vie di accesso dalle valli più a nord; mi riferisco alle Valli Borbera, Spinti, Vobbia, Brevenna.  Le valli erano divise tra le contese dei nobili dai nomi importanti: Malaspina, Fieschi, Spinola, Doria. Questo permetteva ai nobili di lucrare dei tanti passaggi commerciali. Siamo quindi in quella zona chiamata dei Feudi Imperiali e cosa è rimasto di tutto ciò? una moltitudine di castelli e torri per vegliare sul territorio ed il ricordo di una via che può essere considerata una Via del Sale, detta anche Via Salata o meglio dei Feudi Imperiali. Che fosse una via del sale lo testimonia il fatto che il colle tra la Val Sisola e la Val Vobbia si chiama di Costa Salata e, più in basso si trovano ancora i paesini di Salata. Da Casella il passo è servito dalla pittoresca ferrovia che, per raggiungere il passo della Crocetta dio Orero fare "gli straordinari" per la forte pendenza. Al di là del passo la via dei Feudi Imperiali transitava al fianco dei forti di Genova: Diamante, Puin, Fratello Maggiore e Minore, forti ancora oggi meta di tanti escursionisti, raggiungibili da Genova con la ferrovia a cremagliere che si collega con Righi. Da qui passa la Alta Via dei Monti Liguri ed il Sentiero Europeo E1.

Passo della Scoffera e Valico di Monte Lavagnola

Quota 674 m.s.l.m. E' la via che collega la Valle Borbera al genovese entrando nella parte a ponente. La via ci porta, in eopca antica, a quando il genovesato si era impossessato delle zone limitrofe alla Val Borbera. Lo possiamo notare dall'aggettivo "Ligure" che si aggiunge ai nomi dei paesi di questa valle: Cantalupo, Albera, Cabella e Carrega. Se vi capita di transitare in questi luoghi noterete che l'accento della parlata è tipicamente più ligure che alessandrina. La via per il passo della Scoffera è sicuramente una via toruosa, ricca di curve strette così come sono le strade. Solo a Torriglia e per il passo si comincia ad vedere una via più larga, soppiantata da una galleria che ci porta al di là del passo. Insomma potermmo immaginare i carovanieri lungo questa via lunga e faticosa. Resta il fatto che sul passo e lungo i crinali di queste zone passa la più famosa Via del Mare, quella che i tanti cammnatori consocono per scendere a Sori, Recco, Camogli e Portofino.

I camminatori, prima di arrivare al Passo della Scoffera, raggiungono il Valico di Monte Lavagnola, da qui non passano strade asfaltatema resta un passo di importanza fondamentale: qui si intersecano molte vie di comunicazione usufruite dai soli escursionist, in nomi sono: la Alta Via dei Monti Liguri, Il Sentiero Europeo E7, il Sentiero Europeo E1 e la Via del Mare. Verso Est prosegue la Alta Via dei Monti Liguri che, raggiunto il Passo del Portello ci porta a Barbagelata. Questa era una delle Vie Patraniche e la Via di Genova di Val Trebbia.

Passo della Scoglina e Passo del Portello

Il passo della Scoglina è e posto a 926 m s.l.m., crocevia tra la val d'Aveto, la val Trebbia e la val Fontanabuona. Il passo del Portello (è posto a 1.040 m s.l.m. è un passo che collega l'alta val Trebbia con la val Fontanabuona. Entrambi i passi accolgono le vie che, deviando entrambe da Montebruno, arrivano dalle Valli Trebbia e Aveto. La via è stata da sempre attraversata da vie importanti usate dai carovanieri: la Via Patranica e la Via di Genova in Val Trebbia. I due passi si trovano sul tracciato sella Alta Via dei Monti Liguri, che transita da Barbagelata e il Sentiero Europeo E1. La via di Val Trebbia è da sempre stata una via difficile, tortuosa lungo il Trebbia che spesso era in piena e rendeva difficoltoso il transito, tanto che si doveva passare sui crinali: la Via del Gifalco divenne quindi una via importante, che raccoglieva i carovanienieri provenienti dall'Oltrepò Pavese via Ponte Organasco e naturalmente dalle Valli Trebbia e Aveto. Lungo questa via si transita dal Valico di Fregarolo che si collega alla Val Nure. Nell'Ottocento con Napoleone, che si parlò di viabilità, ma poi cadde tutto. Solo verso alla fine di questo secolo terminò questa via che si colegava a Genova, anche se, guardando la mappa, la via porta a Camogli, e Rapallo dove si racchiude il promontorio di Portofino.

 

Passo della Forcella

Il passo della Forcella è posto a 875 m s.l.m. di altitudine che unisce la valle Sturla e la val d'Aveto, attraverso i comuni di Borzonasca e Rezzoaglio. Costituisce parte integrante della ex strada statale 586 che conduce dal mare alla pianura padana, da Chiavari alla provincia di Piacenza, attraverso i territori dell'entroterra ligure di levante ed i territori di Bobbio. Nel medioevo era punto di passaggio meno frequentato per via dell'ultimo tratto sul lato di Borzonasca, molto impervio e scosceso, ed erano più utilizzati i passaggi che dal Ramaceto e la Ventarola entravano in val d'Aveto oppure il monte Bozale ed il passo di Biscinelle o del Predelame che conducevano a Villa Cella o a Magnasco. La strada 586, superando il tratto scosceso, ha consentito il passaggio nel punto più basso del crinale. Al passo della Forcella è collocata una cappelletta dedicata alla Madonna delle Rocche, luogo di devozione per i viandanti Punto di passaggio dell'alta via dei Monti Liguri. I luoghi che fecero la storia di questi luoghi che portavano al Passo son, Villa Cella cenobio bobbiese, Cabanne dove, data la larga pianura, si pensa ci sia stata una palude, poi prosciugata dai monaci di Villa Cella. Attraversiamo il Parco Regionale dell'Aveto.

 

Passo del Bocco

Il passo del Bocco è posto a 956 m s.l.m. nel comune di Mezzanego, sulla Strada Provinciale 26bis nella città metropolitana di Genova che collega Mezzanego con l'Emilia-Romagna, attraverso la Val Nure. La Val Nure è sempre stata una via importante soprattutto in epoca romana per lo sfruttamento delle miniere di ferro, in nome del paese di Ferriere è un importante collegamento storico. Questra strada era famosa anche per la Via dell'Olio, Ponte dell'Olio è sicuramente il riferimento più importante per questa via e la Val Nure come via di accesso al Mar Ligure. Prima di arrivare al Passo del Bocco però, incontriamo, nelle varie strade di accesso, alcuni passi: il Passo dello Zovallo, il Passo del Tomarlo, il Passo di Crociglia il Passo del Chiodo. Questi passi erano di fondamentale importanza perchè usate dai carovanieri mercanti. Passaggio, mercanti volevano dire anche gabelle, e su questi passi vi erano anche delle dogane per la loro riscossione. Oggi non esistono più tranne che sul Passo Crociglia che, dopo ricostruzione, è adibita a rifugio.

 

Passo dei Cento Croci

Il passo di Centocroci (Sentu Cruxe in ligure), è un valico posto alla quota di 1055 m s.l.m che separa la val di Vara dall'Emilia, Il passo è attraversato dalla statale 523 che congiunge il comune di Varese Ligure, in provincia della Spezia, con quello di Albareto in provincia di Parma. L'origine del nome Il nome del Passo di Cento Croci è da ricercarsi tra varie storie popolari, leggende e credenze. Fra le antiche storie, la più conosciuta è quella che ricorda una banda di briganti che operava lungo il crinale appenninico e che avrebbe ucciso, durante le sue feroci scorrerie, più di cento viandanti: da qui le corrispondenti cento croci messe come monito e rimaste nel nome del valico. Al Passo di Cento Croci, sorge un imponente e molto importante monumento dedicato ai Partigiani caduti nel corso della seconda guerra mondiale e appartenuti alla "Brigata fin dall'epoca romana. Velleja ne è la testimonianza con il sito archelogico. Ma lo è ancora di più, per l'argomento che stiamo trattando, la via che collegava Luni a Velleja descritta nella Tavola Peutingeriana, le tavole ormai patrimonio dell'Unesco, che indicavano tutte le vie romane militari.