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Storie e Leggende legate alle Quattro Province - Le danze

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Le fave e le predizioni.
A Voghera e nell'Oltrepò Pavese si cantava e si mimava il gioco de "La bela vilana la pianta la fava... facendo in questa guisa», L'origine della danza risaliva ad una ritualità contadina che si usava per propiziare un buon raccolto. Le fave, che per prime sbucavano dal terreno primaverile erano il primo simbolo della resurrezione.
La fava, antico ingrediente anche per i filtri delle fattucchiere è giunta attraverso i tempi con la sua carica di virtù magica legata al cuscino usato dalle donne lombarde per predire fortuna o sfortuna e nozze più o meno felici. Il meccanismo del rito era il seguente: sotto il cuscino delle donne si pongono tre fave dentro un sacchetto, una intatta, una semisbucciata, una sbucciata interamente. Se al mattino successivo veniva estratta per prima dal sacchetto la fava sbucciata interamente ci sarebbero state disgrazie o un marito povero in caso di nozze.
Cegni e la povera donna
"A Cegni, narra la leggenda,  è giorno di nozze ingiuste. Una "povera donna"  ( povra dona) èdestinata a un " brutto" ('I brutt) marito, che però è il signorotto del paese. Nonostante questo la povera donna fugge via.
II " brutto" però non sembra rassegnarsi e continua la sua disperata ricerca per le .valli  la "povera donna", senza trovarla. Questa fuga senza ritorno tuttavia viene risolta dalla fantasia popolare, allo scopo di poterne trarre una più  efficace rappresentazione, facendo incontrare il "brutto" e la "povera donna"  in un casolare dove la giovane si era nascosta; l' uomo disperato cerca di convincerla a ritornare in paese con lui.